mercoledì 9 gennaio 2008

DARIO ALIOTO ENTRA A FAR PARTE DEL TEAM ITALIANO DI FULL TILT POKER



Dopo Max Pescatori e Marco Traniello, Dario Alioto diventa un nuovo membro del team italiano dei pro di Full Tilt. Negli ultimi 2 anni, Dario si è affermato come uno dei migliori giocatori italiani capace di vincere sia in Italia, che all’estero... come si può non ricordare la sua impresa alle WSOP Europe di Londra?

Lo sport è sempre stato una parte integrante della vita di Dario che lo ha visto vincere vari campionati regionali di judo sino ad arrivare sul podio per sei anni di seguito nei campionati italiani di lotta libera.
Dario ha sicuramente fatto tesoro di quest’esperienza: “Credo che tutti i sacrifici fatti per lo sport mi abbiano insegnato quella disciplina che per un pro è un fattore imprescindibile e primaria chiave per il successo”. Amante del classico draw poker a 32 carte, Dario si è pian piano avvicinato al poker ed ha scoperto il fascino del texas hold’em.
I suoi primi risultati sono datati 2005, dove raggiunse un final table all’EPT di Barcellona. Con più di $600.000 in vincite nella sua breve carriera, Dario si è ben presto affermato come uno specialista del Pot Limit Omaha: “Il PLO é un gioco di azione, adrenalinico e divertente, ma anche molto tecnico e dalle mille sfaccettature. Me ne sono innamorato subito e da quando ho notato che era un gioco molto diffuso nelle partite high-stakes ho deciso di provare a cimentarmi quasi esclusivamente in questa specialitá con lo scopo dichiarato di diventare il migliore”.
Dario ha scelto di giocare su Full Tilt Poker perchè “Si vede subito che é una poker room pensata da giocatori per giocatori, sempre pronta a carpire ed assecondare le esigenze dei propri utenti: sia di coloro che giocano a poker per trarne un profitto, ma anche di chi lo fa per puro divertimento”. D'ora in avanti, potrete seguire Dario ai tavoli di Full Tilt dove gioca con il nick "Dario Alioto" e potrete sfidarlo direttamente al tavolo di Omaha PL Cap $25/$50 riservato per lui.

POCKET PAIRS E SUITED CONNECTORS



Abbiamo visto tutti in TV situazioni in cui mani come 7-8 suited o piccole coppie hanno crackato monster hand, e coppie alte, tipo di Assi o Kappa. Seduti nel nostro comodo soggiorno diciamo: “Bene, se loro possono allora anche io lo posso fare”. Da un lato è vero che queste mani a volte possono portare dei bei piatti, ma in realtà giocare questo tipo di mani marginali puo’ spesso condurre molti giocatori (soprattutto i giocatori meno esperti) in una grossa trappola. Leggete attentamente questi consigli e fateli vostri se non volete cadere in situazioni spiacevoli.. Naturalmente questi consigli sono di esperti e non miei se no se sapessi tutte queste cose andrei a Las Vegas, vi pare??

Questi ultimi iniziano a giocare suited connectors e piccole coppie (pockets) troppo frequentemente, e spesso si trovano in situazioni in cui devono prendere decisioni difficili, che li porta ad investire parecchie chips. Personalmente suggerisco di stare lontani dalle suited connectors (soprattutto se sei un giocatore principiante), e sinceramente credo che queste vengono spesso sopravvalutate. Ma se senti il bisogno di giocare questo tipo di mani, la prima regola da ricordare è di giocarle in posizione. Se limpi o rilanci da early position con suited connectors, è una cattiva giocata. Un altro aspetto da considerare è che stai andando ad investire molte chips dopo il flop se trovi un progetto di scala o di colore. Se non giochi mani come 7-8 suited foldi senza pensarci su un flop come 5 6 T, se invece giochi quelle carte pre-flop ti trovi a poter chiudere il tuo punto (scala in questo caso) una volta su tre (circa il 30%). Quando non concludi il tuo progetto dovrai essere abile a spingere il tuo avversario fuori dal piatto con puntate moderate, ma se qualcuno ha una mano forte o meglio ancora un progetto non passerà comunque. Una mano particolarmente pericolosa a cui fare attenzione è 9-8, sia suited che unsuited. Perchè? Bene, diciamo di vedere un flop T J Q. Tu chiudi una scala e qualcuno punta. Molti giocatori a questo punto spingerebbero all-in, ma questo può essere un errore costoso, perchè cè una buona possibilità che qualcun altro abbia AK e ti porti via tutte le chips. Personalmente io credo sia meglio avere una mano come 5-6 o 4-5, perchè sarai meno tentato a mettere tutte le chips nel piatto con la seconda mano migliore. Giocare 9-8 è una buona ricetta per andare “broke” (per perdere tutto). Quando vengono piccole coppie hai ancora meno da dimenarti. Devi solo sperare di essere fortunato e trovare un set sul flop. Ho visto molti giocatori rilanciare pre-flop con una di queste mano, convinti di aver la mano migliore al momento (e forse ce l’avevano). Ma questo a volte può essere un grosso errore. Così facendo togli molto valore a questa mano, perchè queste pagano molto di più quando trovi un set al flop e ti permettono di abbattere qualcuno. Se stai andando a giocare una mano come coppia di 5, il mio suggerimento è ancora una volta di giocarla solo quando sei in posizione (limpare o rilanciare da early position ti porta ad andare in contro ad un sacco di guai). Consiglio di provare ad entrare nel piatto in modo economico, e vedere se trovi o meno il set. Se non leghi nulla al flop fai del tuo meglio per prendere il controllo delle puntate e costringere gli altri ad uscire dal piatto se ti sembra che non abbiano chiuso ancora il loro punto. Per concludere suited connectors e small pockets sono senza dubbio mani pericolose da giocare. Sembri un genio quando floppi il nuts(miglior punto in assoluto), e te lo fai pagare da qualcuno, ma le odds dicono che non succede molto spesso. La maggior parte delle volte lo scenario che si crea è che se giochi questo tipo di mani puramente speculative più del dovuto, ti codurrà ad un enorme svuotamento del tuo bankroll.

martedì 8 gennaio 2008

STU UNGAR: MANO VINCENTE AL WSOP 1997

Per conoscere la fama di uno dei più grandi miti del poker, cosa meglio della vincente mano finale al WSOP del 1997?!

UN MITO: STU UNGAR


"THE KID"
Stu Ungar nacque da genitori Ebrei ed è cresciuto nel Lower East Side di Manhattan, New York. Suo padre, Isadore ("Ido") Ungar, era uno strozzino che gestiva un bar-club nel quale si poteva anche giocare d'azzardo. Ciò espose Stu al gioco d'azzardo sin dalla giovane età. A dispetto dei tentativi di Ido di tenere il figlio alla larga dal gioco, Stu iniziò presto a giocare tornei di gin rummy facendosi un nome nel giro.

Nel 1968 Ido morì per un attacco di cuore fra le braccia della moglie. In seguito alla morte del padre, con la madre resa inabile da una malattia, Ungar cominciò a girare al largo dalla scena newyorkese del gioco d'azzardo fino all'età di diciotto anni, quando entrò in rapporti amichevoli con Victor Romano, presunto membro della famiglia criminale dei Genovese. Romano, la cui memoria era talmente brillante da permettergli di imparare a memoria spelling e definizione di ogni parola presente su un dizionario (abilità affinata nel tempo trascorso in prigione), condivise con Ungar l'interesse per il calcolo delle probabilità nel gioco d'azzardo. I due strinsero rapporti così intimi che Romano divenne per Ungar una figura paterna.

La vicinanza al mondo della criminalità portò Ungar a trovarsi in alcune interessanti situazioni nella sua vita adulta. Un giorno era pronto per volare in Europa per partecipare ad un torneo. Stu era l'unico tra tutti i giocatori di poker in partenza a non avere il passaporto, non avendo neppure un numero di previdenza sociale (si procurò un "Social Security Number" solo dopo aver vinto le World Series del 1980, e solo perché era necessario per riscuotere la vincita). Ungar fece presente agli agenti dell'aereoporto di avere immediato bisogno del passaporto, e questi gli risposero che per una piccola tassa le cose avrebbero potuto svolgersi più velocemente. Ungar fraintese il senso delle parole, ritenendo gli stessero chiedendo una bustarella. Era abituato alla cosa, avendo visto molte situazioni simili durante la sua amicizia con Victor Romano, e diede all'agente 100 dollari. In realtà l'agente faceva riferimento ad una "tassa sull'urgenza", procedura molto comune in casi del genere, e quindi stava per far arrestare Ungar per tentata corruzione. Ma l'intervento dei colleghi pokeristi risolse la situazione.

Ungar era famigerato per la continua e forte critica che rivolgeva ai suoi avversari. In ogni caso la sua amicizia con Romano lo proteggeva da quei giocatori che non accettavano di buon grado il suo modo di comportarsi al tavolo. Si dice che un uomo, dopo essere stato sonoramente sconfitto da Ungar, cercò di colpirlo in testa con una sedia. Qualche anno più tardi Ungar racconterà che pochi giorni dopo l'episodio quell'uomo fu trovato morto, ucciso a colpi di arma da fuoco.

Ungar è ancora considerato da molti giocatori il più grande talento di sempre: in carriera ha vinto almeno 30 milioni di dollari. Con John Moss, è l'unico pokerista ad aver vinto tre volte le World Series: va però considerato che la prima vittoria di Moss fu per voto popolare, mentre le tre vittorie di Ungar sono state conquistate al tavolo.
[FONTE: wikipedia]

lunedì 7 gennaio 2008

ESFANDIARI vs LAAK

La mano dei poveri

Per una volta andiamo contro ai nostri personaggi del poker. Qui di seguito una mano poco emozionante addirittura commentata dal vincitore: "the magician".

ANTONIO ESFANDIARI

"The magician"
Amir, il nome di Antonio Esfandiari alla nascita, è nato a Teheran in Iran l'8 di dicembre (non, non state leggendo male, la data di nascita di Antonio è infatti sconosciuta agli addetti ai lavori). La sua famiglia emigrò negli States quando Antonio aveva sei anni per consentire a lui e a suo fratello Pasha di vivere una vita migliore. La famiglia Esfandiari si stabilì in California a San Jose, e si trovò in difficoltà perchè suo padre parlava poco o niente di inglese, mentre Antonio e suo fratello a causa della giovane età conoscevano solo il Farsi, la lingua parlata in Iran. Il padre di Antonio cercò in tutti i modi di venire incontro alle difficoltà della sua famiglia e si prodigò per dare ai suoi figli un'ottima educazione. Le cose si complicarono quando la madre di Antonio lasciò il padre per far ritorno in Iran. Tuttavia si persero di coraggio, potendo anche contare sull'aiuto della nonna paterna.

Nel 2002 Antonio prende parte al suo primo torneo del World Poker Tour a San Francisco giungendo fino al tavolo finale del Main event, calssificandosi al terzo posto e portando a casa un premio di $44,000. L'ottimo risultato ottenuto e la sua faccia che a detta di tutti bucava senza dubbio il video, lo fecero diventare una star del circuito. Nel 2004 la sua maggiore affermazione: primo al L.A. Poker Classic al Bicycle Casino con la super vincita di $1,399,135. Non contento il giorno dopo, praticamente senza dormire, prese parte al Wpt Invitational giungendo sesto.
Antonio è diventato un simbolo del poker nel mondo, grazie anche al successo che riscuote presso il gentil sesso, catturato dal suo fascino mediorientale.

Antonio nel 2004 torna a Las Vegas per le WSOP e vince il braccialetto nel Pot Limit Hold'em e ripensa a come in due anni la sua vita da giocatore di poker sia cambiata. Appena due anni prima il suo bankroll era praticamente in rosso, mentre ora è un giocatore affermato e soprattutto vincente. L'unico neo che restava nella vita di Antonio era la reticenza che aveva il padre verso la sua vita da professionista del poker, così un giorno decise di portarlo con sé al tavolo da gioco, per fargli capire che lui non era affatto un malato d'azzardo, ma un giocatore meticoloso e attento.
Il padre restò favorevolmente impressionato, quando vide con quale facilità Antonio riusciva a leggere le carte dei suoi avversarie a sbaragliarli al tavolo.
[FONTE:www.assopoker.com]

domenica 6 gennaio 2008

PHIL HELLMUTH VINCE LE WSOP 2007

Undicesimo braccialetto per il campione tedesco condito anche da un pò di fortuna come ammetterà lui stesso.. Fatto sta che per vincere 11 braccialetti bisogna essere forti e il nostro amico Phil ha dimostrato più e più volte di esserlo!!

Fra i personaggi dell'anno di cui abbiamo parlato qualche giorno fa c'era anche Phil Hellmuth che quest'anno ha vinto per l'undicesima volta le WSOP.. Ecco a voi il video dell'intervista esclusiva al fenomeno appena dopo la vittoria!!!

CHIUSURA D'ANNO COL BOTTO PER MINIERI



Il campione italiano chiude alla grande su Pokerstars. Il 2007 si è chiuso in grande stile per il Team Pokerstars, con una fantastica settimana finale sia per la card room stessa sia per i professionisti da loro sponsorizzati. Non solo Dario Minieri si è fatto strada demolendo gli avversari sino alla vetta dei grandi tornei della domenica, ma i tavoli online dedicati al cash hanno stabilito nuovi enormi record di traffico.


La superstar italiana, Minieri, la prima persona a garantirsi una Porsche Cayman solamente grazie ai punti PokerStars Frequent Player Points, ha letteralmente demolito i SNG di più alto livello vincendo oltre $450'000 nel corso delle sue ultime 2000 partite. Inoltre, in sole 24 ore è riuscito a realizzare una delle più ricche vincite nella storia del poker online quando si è imposto in tre delle più dure competizioni consecutivamente.
Ha ottenuto $50'000 vincendo il $10'000 High Stakes Showdown, torneo heads up settimanale che giocatori quali Barry Greenstein, Daniel Negreanu e Sorel Mizzi frequentano regolarmente. Ha vinto inoltre un davvero difficile $215 rebuy che è spesso torneo quasi esclusivamente frequentato da pro, aggiudicandosi $56'000. Ha poi concluso alla grande vincendo il $5'200 winner-takes-all freezeout portandosi a casa altri $100'000. Minieri, come se non bastasse, è andato anche molto bene al Sunday Million nel quale si è classificato 42°. In sole 24 ore è riuscito a vincere oltre $200'000 e si presume abbia preso un bel po' di altri FFP. Ha forse deciso di cambiare macchina?!
Non è stato però l'unico del Team Pokerstars a festeggiare alla grande la fine dell'anno. La sala stessa è infatti riuscita a infrangere il record di giocatori attivi ai tavoli dei ring games in denaro reale durante il weekend, con oltre 20'000 giocatori contemporaneamente attivi. Questi numeri superano ampiamente quelli del precedente record che si era fermato a 16'960 e realizzato nell'era pre-UIGEA da Party Poker.

sabato 5 gennaio 2008

DAVID BENYAMINE vs ANTONIO ESFANDIARI

Vi propongo un video con protagonista il nostro nuovo personaggio. Una sfida con un nostro connazionale che, in questa occasione, si è cercato delle rogne. Che ne dite? Giocata azzardata?

DAVID BENYAMINE


Miglior giocatore della Francia


Miglior giocatore di poker della Francia, David Benyamine è considerato un giocatore di grande successo anche in termini di vincite, queste infatti superano il $1,000,000 in carriera. David Benyamine è nato a Parigi il 5 Luglio 1972, è cresciuto poi nel sud della Francia dove ha iniziato a conoscere il poker già all’età di 12 anni, ma a quel tempo il suo destino sembrava dovesse essere quello di giocatore… di tennis. La sua carriera di tennista, però, si interrompe molto presto, quando a causa di problemi alla schiena non può più praticare questo sport. Benyamine non si abbatte e alla passione per il tennis, subentra quella per il biliardo. Nonostante fosse diventato uno dei migliori giocatori francesi in questa specialità, ben presto riscopre l'amore per le carte. Dal Casinò parigino ai tornei internazionali, Benyamine diventa un abile giocatore ed anche qui, ancor più che negli altri sport, dimostra di avere un grande talento. Oggi è sposato con Erica Schoenberg, giocatrice pro di FullTilt. I due sposi hanno una figlia e vivono nel sud della Francia.