"The magician"Amir, il nome di Antonio Esfandiari alla nascita, è nato a Teheran in Iran l'8 di dicembre (non, non state leggendo male, la data di nascita di Antonio è infatti sconosciuta agli addetti ai lavori). La sua famiglia emigrò negli States quando Antonio aveva sei anni per consentire a lui e a suo fratello Pasha di vivere una vita migliore. La famiglia Esfandiari si stabilì in California a San Jose, e si trovò in difficoltà perchè suo padre parlava poco o niente di inglese, mentre Antonio e suo fratello a causa della giovane età conoscevano solo il Farsi, la lingua parlata in Iran. Il padre di Antonio cercò in tutti i modi di venire incontro alle difficoltà della sua famiglia e si prodigò per dare ai suoi figli un'ottima educazione. Le cose si complicarono quando la madre di Antonio lasciò il padre per far ritorno in Iran. Tuttavia si persero di coraggio, potendo anche contare sull'aiuto della nonna paterna.
Nel 2002 Antonio prende parte al suo primo torneo del World Poker Tour a San Francisco giungendo fino al tavolo finale del Main event, calssificandosi al terzo posto e portando a casa un premio di $44,000. L'ottimo risultato ottenuto e la sua faccia che a detta di tutti bucava senza dubbio il video, lo fecero diventare una star del circuito. Nel 2004 la sua maggiore affermazione: primo al L.A. Poker Classic al Bicycle Casino con la super vincita di $1,399,135. Non contento il giorno dopo, praticamente senza dormire, prese parte al Wpt Invitational giungendo sesto.
Antonio è diventato un simbolo del poker nel mondo, grazie anche al successo che riscuote presso il gentil sesso, catturato dal suo fascino mediorientale.
Antonio nel 2004 torna a Las Vegas per le WSOP e vince il braccialetto nel Pot Limit Hold'em e ripensa a come in due anni la sua vita da giocatore di poker sia cambiata. Appena due anni prima il suo bankroll era praticamente in rosso, mentre ora è un giocatore affermato e soprattutto vincente. L'unico neo che restava nella vita di Antonio era la reticenza che aveva il padre verso la sua vita da professionista del poker, così un giorno decise di portarlo con sé al tavolo da gioco, per fargli capire che lui non era affatto un malato d'azzardo, ma un giocatore meticoloso e attento.
Il padre restò favorevolmente impressionato, quando vide con quale facilità Antonio riusciva a leggere le carte dei suoi avversarie a sbaragliarli al tavolo.
[FONTE:www.assopoker.com]
2 commenti:
buon giocatore
a me non piace molto
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